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Passeggiata nel Parque del Retiro di Madrid, tra palazzi di cristallo e giardini fiabeschi

Parque del Retiro
Parco del Retiro: itinerario alla scoperta delle principali attrazioni

Il centro di Madrid è ricco di luoghi di interesse e monumenti da visitare: i viaggiatori – guida alla mano per sapere cosa vedere a Madrid – non vedono l’ora di perdersi tra i quartieri più caratteristici della città, salvo poi scoprire che le visite possono diventare faticosi tour de force e battaglie con i turisti che affollano le vie principali di Madrid. Per questo motivo è d’obbligo passare un pomeriggio distensivo nel meraviglioso Parque del Buen Retiro, uno splendido parco urbano degno di una grande capitale.

Distante dal centro quel tanto che basta per lasciarsi dietro le spalle la calca dei turisti e il traffico delle macchine, il Parque del Buen Retiro, meglio noto come Parque del Retiro, appare come una ricca oasi di bellezza nel verde, dove passare un po’ di tempo in silenziosa tranquillità alla ricerca di palazzi fiabeschi, monumenti regali, statue e incantevoli laghetti nascosti tra gli alberi, in un labirinto di viali eleganti e viottoli ombreggiati. La principale caratteristica architettonica del parco è l’eterogeneità di stile dei vari monumenti sparsi per il parco, a testimonianza dei numerosi interventi avvenuti nei secoli di vita del parco: si trovano monumenti con influenze neoclassiche, neoegizie, barocche, eclettiche, francesi, moresche, vittoriane, rovine di chiese romaniche ecc.

A mio parere il monumento più rappresentativo del parco è il Palazzo di Cristallo (Palacio de Cristal), sicuramente una delle prime cose da vedere a Madrid. Anzi, mi spingo oltre: credo che da solo meriterebbe una chance di entrare nella top 10 di Madrid!

Informazioni utili per la visita del Parco del Retiro

Parque del Retiro come arrivareIn questo articolo voglio scrivere nei dettagli come si è svolto il mio itinerario nel Parco del Retiro: prenditi mezza giornata, calza scarpe comode e parti alla scoperta del parco più bello di Madrid. Ma prima, qualche informazione utile e la risposta alle più frequenti domande di carattere organizzativo.

Dove si trova?

Il Parque del Retiro si trova nel quartiere omonimo di El Retiro, a est del centro di Madrid. Data l’estensione del parco (125 ettari), gli ingressi disponibili sono molti, circa dieci distribuiti sui 4 lati; io ti ti consiglio di entrare al Parque dalla Puerta de Independencia, lato nord-ovest, in Plaza de la Independencia, una rotonda che smista l’enorme traffico delle auto che affollano Calle de Alcalá. Al centro della rotonda vedrai la monumentale Puerta de Alcalá, uno dei simboli di Madrid : merita assolutamente una foto.

Come arrivare?

  • con la Metropolitana di Madrid:
    • se vuoi entrare dall’ingresso più famoso del parco raggiungi la fermata Banco de España (linea 2), nella grandiosa Plaza de Cibeles. Da qui occorrono circa 10 minuti per arrivare all’ingresso di Plaza de la Indipendencia, lungo Calle de Alcalá: l’ingresso vero e proprio si chiama Puerta de Independencia.
    • Se hai bisogno di una fermata della Metro ancora più vicina al parco puoi scendere alla fermata Retiro (linea 2) ed entrare nel parco dalla Puerta de Hernani. Soluzione comoda, sì, meno scenografica: vedrai la Puerta de Alcalá solo da lontano e non potrai goderti Plaza de Cibeles.
    • Il lato occidentale non è servito da fermate della Metro particolarmente comode.
    • Si può entrare dal lato orientale – Puerta de la Reina Mercedes – raggiungendolo facilmente con la linea 9 della Metro (fermata Ibiza).
    • La fermata Atocha (linea 1) permette di raggiungere il lato meridionale del parco tramite la Cuesta de Moyano, una breve passeggiata nel cuore di un mercatino di libri usati, in fondo al quale si trova la Puerta del Ángel Caído.
  • in bus:
    • una decina di linee raggiungono la fermata Puerta de Alcalá, situata praticamente davanti all’ingresso settentrionale del parco.
    • Visto che l’ingresso occidentale del parco non è facilmente raggiungibile in metro, se vuoi fare un ingresso trionfale al parco tramite Paseo de la Argentina o Paseo Paraguay, potrai raggiungere le corrispondenti Puerta España o la Puerta de Felipe IV prendendo la linea 19.

Orari di apertura del Parco del Retiro

  • Da aprile a settembre: 6:00 – 24:00
  • Da ottobre a marzo: 6:00 – 22:00

Quanto costa l’ingresso?

L’ingresso al parco del Retiro è completamente gratuito.

Quanto tempo ci vuole?

Il parco è molto grande e le cose da vedere sono equamente distribuite nelle varie sezioni. Per fare un giro soddisfacente si devono mettere in conto 3 ore a piedi. Un modo per risparmiare tempo è quello di noleggiare una bicicletta col servizio BiciMAD. Ci sono vari punti di ritiro automatici fuori dal parco: ne troverai uno anche all’ingresso di Puerta de Alcalá, ma ti consiglio di studiarti bene il funzionamento in anticipo perché non è proprio immediato. Ecco una mappa.

Quando andare?

Se hai letto il nostro articolo su quando e come visitare Madrid, sai già che il Parque del Retiro dà il meglio di sé in autunno, quando i boschi si tingono di rosso, giallo e arancione. Tuttavia non c’è una stagione meno adatta per godere delle mille meraviglie di questo parco: posso solo dirti che in estate – quando il caldo si fa torrido – farai meglio a rimanere all’ombra e a non avventurarti alla scoperta del parco specialmente durante le ore più calde.

Un po’ di storia

Parque del Retiro cosa vedereSe camminando per gli eleganti boulevard del parco ti sembrerà di fare una passeggiata nei giardini del re, sappi che non ci sei andato molto lontano. Il Parque del Buen Retiro era in origine un terreno di proprietà del duca di Olivares: egli, per ben figurare, lo cedette al re Filippo IV che – grazie a un monumentale progetto di lavoro messo in atto da architetti italiani e spagnoli nella metà dell’XVII secolo –  lo trasformò nel parco privato del Palacio del Buen Retiro, una residenza destinata al riposo e al divertimento dei reali di Spagna: per questo motivo il parco nascondeva agli occhi del popolo laghetti, giardini botanici lussureggianti, sale da ballo, un teatro prestigioso, uno zoo, una voliera, un’arena per gli spettacoli equestri, ma anche eremi destinati alla preghiera. Dopo l’incendio che distrusse il Real Alcazar, il Palacio del Buen Retiro divenne sede governativa, almeno fino alla costruzione del nuovo Palacio Real.

Nel 1767 il re Carlos III aprì il parco al pubblico, che poteva quindi accedere – dopo severi controlli – ai meravigliosi spazi verdi che finora erano stati appannaggio della Famiglia Reale (la quale tuttavia manteneva alcune aree private). Durante la guerra d’Indipendenza il palazzo e il parco subirono molti danni, ai quali vennero in riparo i lavori ordinati da re Fernando IV. Il parco diventò pubblico a tutti gli effetti nel 1868, quando passò in gestione all’Ayuntamiento de Madrid.

Spazi verdi di Madrid
Il grande “rivale” del Retiro (se non per pregio, sicuramente per dimensioni) si trova dall’altra parte della città: parliamo del Parque del Oeste, che tra i suoi punti di forza ha una sua Rosaleda e il Templo de Debod. Il parco “moderno” della capitale si trova lungo il fiume Manzanares: è Madrid Rìo, frutto di un interessante progetto urbano di riqualificazione.

Cosa vedere nel Parque del Retiro? Itinerario consigliato

Come anticipato, entriamo al parco del Retiro dall’ingresso nord-occidentale, dalla Puerta de Independencia. Percorriamo l’Avenida Mexico cominciando a entrare nell’atmosfera del parco. Do subito due raccomandazioni:

  • il Parque del Buen Retiro è sicuro e costantemente sorvegliato, ma occorre comunque fare attenzione onde evitare situazioni spiacevoli.
  • ci sono numerosi chioschi dentro al parco. Può essere romantica l’idea di sorseggiare un tè su un tavolino all’ombra degli alberi, ma occhio ai prezzi: spesso sono alti e nient’affatto adeguati a quanto offerto. Un esempio? Il tremendo e costoso caffè che ho bevuto a Casa Remigio, nel primo chiosco sulla destra rispetto all’ingresso.

Estanque Grande: il lago delle battaglie navali

parco madrid
Fuente de los galapagos

Non lontano dal chiosco di Casa Remigio si trova il recente Teatro de Titeres, un piccolo teatrino con tanto di arena dove si svolgono concerti e spettacolini estivi. In fondo ad Avenida Mexico si trova la maestosa Fuente de los Galápagos, una maestosa fontana abbellita con figure umane e animali (per l’appunto galápagos – tartarughe, ma anche delfini e rane). Arrivato qui sentirai la musica degli artisti di strada che stazionano in calle Nicaragua: percorrila a ritmo di musica e men che non si dica sarai di fronte a un ampio lago artificiale, chiamato Estanque Grande.

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Monumento ad Alfonso XII

In origine vi si combattevano delle battaglie navali per il sollazzo del re Felipe IV (che vi partecipava!): oggi il lago del Retiro è navigabile con barche il cui noleggio costa intorno ai 6-8 euro, ma c’è anche la possibilità di salire su un barco solar per una crociera a un prezzo minore. I tuoi occhi, tuttavia, saranno fatalmente attratti dall’eccezionale Monumento ad Alfonso XII, una statua equestre circondata da un maestoso colonnato presidiato da leoni in marmo ai vertici. Il monumento – costruito nel 1902 in stile neoclassico/storicista – occupa visivamente tutto il versante orientale del lago.

Suggerimento
Navigare l’Estanque grande come il re è un’esperienza particolare, ma non è l’unica che si può fare a Madrid! Se sei alla ricerca di attività interessanti, inedite o caratteristiche, non perderti i nostri consigli nell’articolo su cosa fare a Madrid!

Case di pescatori e antiche stalle…

Casita del Pescator
Casita del Pescator

Dopo aver raggiunto questo lato del lago per osservare il maestoso monumento da vicino, approfittiamone per visitare rapidamente il lato nord-orientale del parco:

  • la Casa de Vacas: come da nome, antica stalla oggi riconvertita in centro culturale dove si possono vedere esposizioni d’arte, performance musicali e teatrali.
  • Casita del Pescator: verso il vertice nord-orientale del parco, circondata da un piccolo laghetto, si trova la Casita del Pescador, un curioso edificio che doveva servire un tempo come padiglione per i pescatori. Oggi è un punto informazioni, ma io l’ho trovato chiuso.
  • Subito accanto alla Casita si trova una montagnola artificiale con qualche cipresso e i resti di un eremo: l’Ermita di San Pelayo y San Isidro. A me è sembrato un posto molto suggestivo, da quadro del romanticismo decadente.

Torniamo verso il centro del parco passando davanti alla statua equestre di Martínez Campos, generale dell’esercito di Alfonso XII. Non so perché, ma sul momento ho avuto l’impressione che questa statua non piacesse molto alla folta e chiassosa scolaresca che vi stava intorno: sicuramente la loro reazione deve essere stata molto diversa di fronte ai due meravigliosi palazzi che poi anche io avrei visto poco dopo.

Il Parterre e la Casa de Fieras

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Parterre

Ma andiamo con ordine. Tornato sul lago e lasciatomelo alle spalle, ho dato una fugace occhiata alla seconda fontana, la Fuente de la Alcachofa. Originariamente si trovava nel Paseo del Prado (dove tornerà prima o poi, sostituendo la copia che ne ha preso temporaneamente il posto): a me ha colpito per il soggetto, ovvero un enorme carciofo (Alcachofa) circondati da putti e sorretto da figure femminili con coda di pesce. Non lontano, ad abbellire il lato meridionale del lago, si trova una fontana, in stile neoegiziano: la Fuente Egipcia, sormontata da due sfingi che si dice stiano a guardia di un immenso tesoro.

Da qui, prima di raggiungere il cuore del parco, ci sono due possibilità:

  • lasciarsi alle spalle il carciofo e le sfingi e imboccare Paseo Paraguay camminando verso ovest fino al Parterre, un meraviglioso giardino con belvedere che può sì ricordare lo stile francese, ma che in realtà colpisce i visitatori per l’anima eclettica delle sue forme. In effetti il progetto fu affidato allo stesso architetto che progettò i giardini reali di Campo del Moro, Francisco Viet, i cui modelli guardavano evidentemente a Versailles; tuttavia non mancano elementi stranianti, ad esempio, cipressi dalle forme veramente particolari. Il più famoso è il Ciprés Calvo, un albero di oltre 400 anni che stava qui ben prima del Parque imperiale: si dice sia il più antico della città.
  • Nella direzione opposta, in fondo a Paseo Venezuela, si trova la Casa de Fieras, l’antico zoo della città, nei pressi di una nuova biblioteca pubblica. Curioso vedere le gabbie degli animali e la fossa dove a quanto pare stavano le scimmie e… gli orsi polari!

Palacio de Velázquez

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Palacio de Velazquez

I due palazzi a cui ho accennato in precedenza sono in assoluto il meglio del Parque del Retiro. Il primo si raggiunge facilmente dal lato meridionale dell’Estanque Grande, ed è il Palacio de Velázquez, imponente edificio in stile eclettico con influenze moresche, costruito in mattoni dalle sfumature rosse e dotato di una copertura in ferro e vetro che permette un’illuminazione naturale. In questo enorme palazzo – che prende il nome dall’architetto che curò il progetto negli anni 1881-1883 – vengono allestite esposizioni artistiche a cura del Centro de Arte Reina Sofía di Madrid: i luminosi spazi interni del palazzo si prestano magnificamente a mostre d’arte contemporanea.

Palacio de Cristal di Madrid

palacio-de-cristal-madridPer parlare del prossimo palazzo devo tornare al discorso iniziale: i monumenti del Parque del Retiro sono in grado di disorientare il visitatore con una varietà di stili davvero sorprendente, e il Palacio de Cristal è l’esempio più clamoroso di questa tendenza. Progettato dallo stesso Velázquez, è una stupenda struttura in vetro e ferro in stile vittoriano costruita nel 1887, in occasione dell’Expo delle Filippine. Originariamente pensato come serra per le piante tropicali, questo palazzo fiabesco oggi è stato ripensato come spazio espositivo per il suddetto museo di arte contemporanea Reina Sofía. Io stesso non sono potuto entrare, in quanto era in preparazione un’installazione artistica, tuttavia vedere il palazzo da fuori rimane un’esperienza di notevole impatto estetico, sia che lo si ammiri da dietro immersi in un piccolo bosco (come ho fatto io, arrivando da Paseo Republica de Cuba), sia che lo si osservi da davanti, in armonia con l’elegante laghetto di cigni che si trova davanti all’ingresso principale. Per molti il Palazzo di Cristallo di Madrid è il simbolo del Retiro, e uno dei paesaggi più rappresentativi della città: io non posso che essere d’accordo.

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Gli orari dei due palazzi sono differenti rispetto al parco:

  • Da novembre a marzo 10:00 – 18:00
  • Da aprile a settembre 10:00 – 22:00
  • Ottobre 10:00 – 19:00

La sezione meridionale del Parque del Retiro

La sezione meridionale del parco ha almeno tre luoghi d’interesse che meritano una visita: io ho deciso di raggiungerli anche se, dopo le scarpinate precedenti, le mie energie residue erano poche.

  • Il motivo principale era una curiosità un po’ morbosa: volevo vedere la famosa statua dedicata al demonio, il Monumento a El Ángel Caído. Sapevo che Madrid è una delle uniche città al mondo ad avere una statua del genere, e l’idea mi risultava un po’ inquietante. La statua scolpita nel 1878 dall’artista Ricardo Bellver non raffigura tuttavia una figura satanica in senso stretto, ma Lucifero, l’angelo che Dio ha cacciato dal Paradiso. La statua in sé non è niente di che, ma è curioso sapere che si trova proprio a 666 mt sul livello del mare.
  • Un’altra delle cose da vedere al Retiro è la vicina Rosaleda, un roseto di forma ellittica delle cui fiorite geometrie si può godere riposandosi su una panchina.
  • Il terzo motivo di interesse per me è rimasto ahimé teorico: volevo vedere i Jardines de Cecilio Rodríguez, famosi per la presenza di aiuole, alberi dalle forme particolari, archi, fontane, vasche ornamentali, pergole e altre finezze degne dei migliori giardinieri di Spagna. Lo stesso Cecilio, a cui è dedicato il giardino, era il Jardinero Mayor del parco. Al tempo della mia visita, però, sia questi che gli attigui Jardines del Arquitecto Antonio Palacios erano chiusi al pubblico per lavori.

Dove dormire nel quartiere del Retiro?

Parque del Retiro orariDa questa parte di Madrid si trovano le zone più prestigiose di Madrid insieme a Los Austrias. Nel nostro articolo di approfondimento su dove dormire a Madrid abbiamo voluto dare qualche consiglio mirato per l’alloggio nel quartiere del Retiro, che rimane un’ottima soluzione sia per la visita del parco che per quella dei musei. Non mancano anche soluzioni un po’ più economiche, specialmente nelle zone un po’ più periferiche del parco.

Consigli su dove dormire al Retiro

 

Bernardo Pacini

Bernardo Pacini

Nella vita faccio il redattore editoriale e il copywriter, e ho alle spalle alcune pubblicazioni di poesia. Tra le mie passioni, oltre ai viaggi, la letteratura, la musica sperimentale, la Fiorentina e la buona cucina.

2 Commenti

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  • Vi ringrazio per la guida che avete pubblicato : ci ha consentito di vedere il Parque del Retiro in un tempo accettabile, abbinando alla bella passeggiata i punti più interessanti da visitare
    Ottima iniziativa, guida ben scritta, importante supporto per non girare a vuoto

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