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Visitiamo il Monasterio de Las Descalzas Reales, capolavoro nascosto a Madrid

Descalzas Reales Madrid cosa vedere
Il Monasterio de las Descalzas Reales di Madrid: una perla nascosta da visitare con attenzione

Il Monasterio de las Descalzas Reales di Madrid, conosciuto anche come Nostra Signora della Consolazione, è un monastero di clausura dell’ordine delle clarisse. L’antico palazzo in cui trova sede e il museo che comprende sono fra le attrazioni più rilevanti del centro storico della città, a pochi passi dalla Puerta del Sol e da un altro luogo sacro interessante come la chiesa di San Ginés: tuttavia, ti consiglio di leggere attentamente questo articolo perché visitare questo stupendo monastero non è così facile come sembra e se non ti organizzi bene rischi di perdertelo!

Come arrivare

come arrivare

Il monastero si trova nell’omonima piazza: Plaza de las Descalzas Reales 3. Come anticipato, si trova vicinissimo a Puerta del Sol, per cui ti consiglio di arrivare lì con i mezzi pubblici per poi arrivare a piedi al monastero. Imbocca a piedi Calle del Arenal, gira a destra in Plaza de Celenque e poi a sinistra in Calle de la Misericordia: arriverai in tre minuti di piacevole passeggiata.

Per raggiungere Puerta del Sol con i mezzi pubblici, le opzioni sono numerose:

  • Con la metropolitana: linee 1, 2, 3. Fermata Sol.
  • Con i treni locali CERCANIAS: linee C3, C4. Fermata Sol.
  • Con l’autobus: linee 3, 50, 51. Fermata Sol.

Un’alternativa: se hai appena visitato il Palacio Real (o se sei sulla linea 5 della metro e scendete alla fermata Opera), imbocca Calle del Arenal da Plaza Isabel II, per poi girare a sinistra in Calle de San Martin.

Orari, biglietti ed ingresso gratuito

vetrata

L’area museale del monastero è aperta nei seguenti orari:

  • Da martedì a sabato: ore 10-14 e ore 16-18.30
  • Domenica e festivi: ore 10-15
  • Lunedì: chiuso
  • Giorni di chiusura straordinari (variabili) consultabili a questa pagina.

Il monastero è visitabile solamente tramite una visita guidata in spagnolo di circa 1 ora, il che può risultare un po’ scomodo a chi ha i minuti contati e non conosce la lingua; inoltre ci sono alcune limitazioni sul numero di persone per gruppo (15 circa). Per questi motivi – complice una difettosa comunicazione del sito ufficiale del monumento – molte persone arrivano sul luogo sperando di entrare subito: non trovando disponibilità di posti, sono costretti ad andarsene a bocca asciutta.

  • Il costo del biglietto con visita guidata è di 7 euro.
  • In loco è possibile acquistare un biglietto che comprende anche l’ingresso al vicino Convento de la Encarnacion (anch’esso visitabile solo con visita guidata). Il biglietto ha una validità di 48 ore.
  • L’ingresso è gratuito per tutti i mercoledì e giovedì dalle 16 alle 18.30, oltre che nei giorni 18 maggio e 12 ottobre: vi lascio però immaginare quanto sia difficile prenotare un ingresso in questi casi!
  • Il consiglio che posso darvi è quello di prenotare i biglietti qui, in modo da essere certi di entrare nel monastero: è possibile prenotare il proprio ingresso da 90 giorni prima fino al giorno precedente la visita. Non è possibile prenotare online il tour per le ore in cui l’accesso è gratis: dovrete recarvi sul luogo con un bel po’ di anticipo e mettervi in coda.

Infine, entrano gratuitamente tutti i giorni i visitatori che rispondono a questi requisiti:

  • Minori di 5 anni
  • Guide turistiche
  • Insegnanti
  • Disabili
  • Disoccupati

Nota bene: l’ingresso alla chiesa non fa parte della visita. Potrai però accedervi gratuitamente, facendo attenzione al dovuto rispetto, negli orari delle celebrazioni liturgiche: ogni pomeriggio dalle 18.30 alle 20. Nei giorni di apertura

La chiesa

facciata 2

La prima cosa che ti troverai davanti sarà la facciata della chiesa – opera di Juan Bautista de Toledo – sulla quale svetta lo stemma della fondatrice. Tanti architetti hanno lavorato a questo monumento: passata la facciata, il resto della struttura è di Antonio Sillero, mentre Juan Gómez de Mora si occupò di altare, coro e sacrestia. L’opera grandiosa, che ha necessitato la collaborazione di varie menti dell’epoca, non fu eretta da zero, ma convertita da palazzo a monastero.

altare 2

Ad essere sinceri, la chiesa non merita menzioni particolari, soprattutto se paragonata ad altri templi vicini come la Catedral de la Almudena o la Basilica de San Francisco el Grande. Un incendio distrusse nel 1862 la grande pala d’altare di Gaspar Becerra, i dipinti della volta e i ritratti di Pantoja de la Cruz: praticamente tutte gli oggetti artistici di valore che conteneva. Tutte le opere che vediamo ora non sono originali, tranne forse due sopravvissute all’incendio: i dipinti di San Giovanni Battista e San Sebastiano, attribuiti a Becerra (non senza dubbi).

Il museo del monastero

Una delle collezioni pittoriche più ricche di Spagna è contenuta in quest’area museale, che comprende altre particolarità, come un’intera sala dedicata ai tappeti.

Il chiostro

chiostro 4

Inizia nel chiostro la vera visita al monastero. Sotto al porticato del patio si tiene ogni anno la suggestiva via crucis del Venerdì Santo, ma anche se capiterai qui in qualsiasi altro momento dell’anno, non ti pentirai di passare qualche minuto in questo luogo.

Col il classico pozzo al centro, il chiostro è attorniato da piccole cappelle, con i ricordi delle dame illustri che qui trascorsero parte della propria vita. Da segnalare fra le opere che troviamo qui ci sono una tavola di Bernardino Luini (allievo di Leonardo da Vinci), un Cristo di Gaspar Becerra, un rilievo su San Geronimo di Alonso Cano. Fra tutte le cappelle, la più particolare è quella dedicata alla Vergine di Guadalupe, con i suoi ritratti delle donne della Bibbia, realizzati con la tecnica di olio su specchio.

Il chiostro ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli, fra le quali la trasformazione nel 1773 del percorso laterale in una galleria vetrata. Con gli ultimi restauri è stato però possibile portare alla luce alcuni elementi dell’area originale. Essendo il chiostro il nucleo centrale di ogni palazzo, comprenderne la struttura primitiva ha permesso agli studiosi di avere anche un’idea più concreta sull’architettura madrilena del 1500.

La scalinata

scalinata

Prima di entrare nelle sale museali, si percorre la scalinata principale, da considerarsi a pieno parte della visita. Da molti considerata la maggiore attrazione del monastero, è adornata sulle pareti da affreschi di diverse epoche, oltre all’impressionante pittura sul soffitto attribuita a Claudio Coello. L’attenzione non potrà che caderti sul balcone reale, davvero impressionante per la sua bellezza e cura nei particolari.

La sala degli arazzi

arazzi

Quanto può affascinare un tappeto? Se lo ha disegnato nientemeno che Rubens, tanto (ben più di quello che apparteneva al Grande Lebowski!). Rimarrai a bocca aperta in questo salone dove le opere tessili volute dalla Infanta Isabel Clara Eugenia (figlia di Felipe III) sono esposte alle pareti. Il tema rappresentato sugli arazzi è quello della ‘Apoteosi eucaristica’ e crearli non è stato banale. Per farli realizzare dai tessitori, Rubens tracciò i disegni a colori su piccole tavole – alcune delle quali ancora conservate al Museo del Prado – e i suoi aiutanti li riprodussero poi su cartone, alla grandezza necessaria per realizzare le enormi opere. A conservare oggi varie di queste versioni è il Museo Ringling di Sarasota (Stati Uniti). In questa sala sono contenuti nove arazzi ma Rubens ne realizzò ben venti.

Le sale della pinacoteca

pinacoteca 2

Vari quadri sono visibili lungo il percorso, fra cappelle e corridoi, passando dalla sala del coro – con le sue trentasei sedute – e la sala capitolare, contenente le immagini di Pedro de Mena. La gran parte delle opere pittoriche si concentrano però in due sale dedicate. La prima è dedicata a pittori della scuola fiamminga, fra i quali spicca Pieter de Bruegel. Nella seconda troviamo invece quadri della scuola italiana e spagnola, con artisti come Tiziano e Zurbaràn.

Fra le due sale, ti consiglio di soffermarti di fronte alle piccole finestrelle, che permettono di vedere l’orto nel quale le monache coltivano verdure e fiori.

Qualcosa di più sul monastero
Fondato nel 1559 da Giovanna d’Austria, figlia di Carlo V, il monastero è tuttora vissuto dalle monache di clausura. Grazie al permesso speciale rilasciato dal Vaticano nel 1960, ogni giorno viene interrotta la clausura affinché i visitatori possano accedere al complesso. In questi orari, le monache si ritirano in una zona delimitata del complesso, tornando ad avere pieno accesso al monastero negli orari di chiusura.

Dove dormire

Siamo in pieno centro e la disponibilità di alloggi è molto alta. La zona in cui cercare è Sol/Huertas, una delle migliori sia per la vicinanza alle attrazioni che per i facili collegamenti. Per una panoramica completa sulle migliori zone per trovare un alloggio a Madrid cliccate sul pulsante sotto:

Consigli su dove dormire a Madrid

 

Andrea Cuminatto

Andrea Cuminatto

Giornalista e viaggiatore. Parlo spagnolo, inglese e sto imparando il russo. Ho vissuto un periodo in Spagna (Madrid e Granada) e girato quasi tutta l'Europa zaino in spalla. Più che vedere i luoghi, amo conoscere chi li abita ne racconto qualcosa anche sul mio blog

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