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Cosa vedere nel Museo Naval, il tributo di Madrid alla vita marittima

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Visita al Museo Naval di Madrid: cosa vedere?

I più famosi musei di Madrid non hanno certo bisogno di presentazioni, ma ce n’è uno un po’ meno conosciuto (ed insolito, dato che il mare si trova a oltre 400 km di distanza!) che forse avrai notato camminando lungo Paseo del Prado: è il Museo Naval di Madrid, nelle cui sale potrai scoprire la storia della navigazione spagnola, attraverso numerose collezioni di valore non solo storico-artistico, ma anche tecnico e scientifico. Di seguito, ti darò alcune informazioni su come raggiungerlo, cosa vedere e in quali orari, oltre a qualche curiosità.

Come raggiungere il Museo Naval

Il museo si trova in Paseo del Prado 5, fra il Museo Thyssen-Bornemisza e Plaza de Cibeles. Raggiungerlo è possibile con diversi mezzi:

  • In metro: linea 2 (fermata Banco de España), 5 minuti a piedi percorrendo Paseo del Prado.
  • In autobus: linee 1, 2, 14, 27, 37, 51, 146, 150, 202, 522.
  • In treno: quasi tutte le linee dei treni locali CERCANIAS fermano alla stazione Atocha, dalla quale si raggiunge il museo in 15 minuti percorrendo Paseo del Prado. Alcune linee (C1, C2, C7, C10) fermano anche a Recoletos: 10 minuti a piedi percorrendo Paseo de Recoletos.

Orari e prezzi

Il museo è aperto da martedì a domenica, dalle 10 alle 19. Nel mese di agosto, chiude alle ore 15. Oltre ai lunedì, i giorni di chiusura sono: 1 e 6 gennaio, 24, 25 e 31 dicembre. Tutto l’anno ad esclusione del mese di agosto, nei giorni di giovedì, sabato e domenica, alle 11.30, viene fatta una visita guidata. Per partecipare è sufficiente presentarsi a quell’ora all’ingresso del museo. Per quanto riguarda le esposizioni temporanee, è necessario consultare il sito ufficiale, aggiornato con l’esposizione del momento.

 L’ingresso al museo è gratuito, ma viene richiesta una donazione volontaria di 3 euro, per contribuire al mantenimento del museo. Per i gruppi, è obbligatoria la prenotazione con almeno 15 giorni d’anticipo, compilando questo modulo ed inviandolo per e-mail a: reservas_museonaval@fn.mde.es. La visita di gruppo completa dura 2 ore, ma è possibile scegliere anche uno dei quattro percorsi brevi da 30 minuti.

Perché un museo navale dove non c’è il mare?

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Siamo abituati a trovare musei dedicati alla Marina di un paese, navi o sommergibili visitabili, ma solitamente in città portuali che sono state nei secoli approdo delle flotte più importanti. È abbastanza naturale chiedersi: cosa ci fa un museo navale a Madrid, che dista così tanti chilometri dalla costa? Come abbiamo accennato nel post su Plaza Mayor, in relazione alla tradizione madrilena dei panini coi calamari, nonostante la lontananza dalla costa, Madrid ha sviluppato nei secoli una relazione importante con il mare.

L’origine di questo museo è però da far risalire all’iniziativa di Antonio de Valdés y Fernàndez Bazàn, ministro della Marina del re Carlos IV, che il 28 settembre 1792 volle aprire un museo della Marina nel paese di San Carlos (Cadice): un progetto didattico per l’istruzione dei futuri marinai della Armada Española. Iniziò così la raccolta del materiale necessario a formare le collezioni, acquistando anche libri, carte, strumenti nautici e modelli da Francia e Gran Bretagna, oltre ai manoscritti degli archivi spagnoli per ricostruire storie e dati. Il progetto venne però messo da parte quando Valdés venne sostituito al ministero: le bibliografie furono inviate alla Biblioteca del Deposito Hidrografico e gli strumenti scientifici passarono all’Osservatorio della Marina di Cadice.

Cinquant’anni più tardi l’iniziativa venne ripresa in mano e rivisitata: il museo venne aperto nella capitale, perdendo così la sua funzione originaria di istruzione alla Marina. Il 19 ottobre 1843 la regina Isabella II inaugurò il museo nel Palacio de los Consejos, in Calle Mayor, dal quale poi è stato traslato nel tempo in varie sedi. Nel 1930 venne creato da un decreto reale il Real Patronato del Museo Naval, del quale il re Alfonso XIII era presidente onorario. Due anni dopo venne traslato nel nuovo Ministero della Marina, attuale Cuartel General de la Armada.

Cosa vedere nel Museo Naval

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È uno di quei posti che vale la pena vedere anche solo di sfuggita, per cogliere un pizzico di storia del paese che si sta visitando. Nonostante Madrid non sia una città portuale, ti trovi nella capitale di uno dei paesi che ha scritto la storia della navigazione e della conquista via mare.

L’edificio

Qualche riga va dedicata allo stesso edificio che accoglie il museo navale, che come il vicino museo del Prado ha un’importante valenza storico artistica. Nel 1915, dato lo stato di rovina in cui versava il Palacio de Godoy, venne proposta la costruzione di una nuova sede per il Ministero della Marina. Gli architetti Francisco Javier Luque e José Espelius vennero incaricati di questo progetto: un edificio in stile eclettico con due patii interni, che venne inaugurato il 16 luglio 1928.

All’esterno, risalta la torre al centro della facciata, dove elementi classici e gotici si mescolano secondo le tendenze di inizio Novecento. Tre fasce decorano la facciata, con elementi che ricordano le navi, oltre agli scudi degli antichi regni di Spagna e delle province marittime.

L’interno è reso unico dalla scalinata monumentale in stile impero, realizzata in marmo di Carrara. Vi si trova anche un altorilievo con una scena classica, che viene dal vecchio palazzo Godoy. Il foro al centro dell’edificio ei due patii sono coperti da vetrate e trasformati in sale espositive del museo. Le vetrate sono decorate con motivi marini, fra i quali è particolarmente interessante la rappresentazione di Nettuno con i cavallucci marini e una coppia di sirene.

La collezione del museo

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Sono circa 10.500 i pezzi conservati in questo museo, sebbene non tutti esposti perennemente. Visitandolo, si ha la possibilità di comprendere l’evoluzione della marina dal tempo dei Re Cattolici fino ai giorni nostri. L’esposizione è articolata in due percorsi, con spazi cronologici e monografici, per conoscere la storia navale e approfondire la relazione fra l’uomo e il mare.

Fra tutti, ci sono però 10 pezzi chiave, che rendono unico questo museo:

  • La carta universale di Juan de la Cosa: questo marinaio fu incaricato dal vescovo Fonseca, nel 1500, di tracciare una mappa del mondo intero, per mostrare ai Re Cattolici le nuove scoperte realizzate fra il 1492 e il 1500, affinché avessero un’idea più chiara dell’estensione del proprio impero oltre l’oceano e delle conquiste delle potenze europee rivali. Si tratta della prima carta nautica oggi esistente che include la rappresentazione dell’America.
  • Modello di galeone fiammingo: questo modello di legno dipinto, grande 124×18 centimetri, risale al 1593 e, trattandosi dell’unico modello di un’imbarcazione del XVI secolo, è uno dei pezzi di maggior valore del museo navale. Si dice che venne regalato dall’ambasciata fiamminga a Felipe II, ma la cosa certa è che si tratta di un ex-voto, ossia un dono fatto come buon auspicio per un viaggio o per una vittoria. Il motivo per cui le proporzioni non sono esatte è proprio questo: nel nord Europa è tradizione che questo tipo di modelli vengano appesi ai soffitti e quindi, dovendo essere guardati dal basso verso l’alto, devono avere le proporzioni leggermente sfalsate per apparire normali.
  • Modello della nave Real Carlos: questo altro modello è uno dei migliori per fattura che possiamo vedere nel museo navale madrileno. Risalente al 1766, è stato realizzato con uno scopo diverso dal precedente. Nel Settecento, il processo di costruzione delle navi esigeva la presentazione, insieme ai progetti, di un modello da studiare e sul quale si basava poi la realizzazione finale della nave. Questo modello è particolarmente dettagliato in ogni finimento, ma la cosa più interessante sono gli armamenti: 104 cannoni di bronzo messi in posizione di tiro.
  • Compendio astronomico di Felipe II: un piccolo astuccio di fine Cinquecento, che contiene una strumentazione nautica e topografica di grandissima qualità. Venne realizzato da Tobias Volckhmer, prestigioso orafo, matematico e cosmografo del duca di Baviera.
  • Spada benedetta di Don Juan de Austria: è uno dei pezzi più emblematici del museo. Fa parte di una serie di messaggi inviati dai Papi ai re e ai principi spagnoli dalla fine del Medioevo. Sulla fodera è infatti presente un’iscrizione che porta una dedica firmata dal papa Pio V.
  • Arazzo della casa ducale di Fernán Núñez: questo stendardo del 1690 con rappresentazioni araldiche a olio su seta di damasco rosso, è grande 865×168 centimetri. Era tradizione che le navi innalzassero, nelle grandi solennità, stendardi dipinti da grandi maestri. Questo, per le sue dimensioni, è però probabilmente una sorta di reliquiario, destinato a conservare un trofeo di guerra. Pare infatti che vi fosse conservata la vela di una nave turca, presa come trofeo durante la battaglia di Lepanto.
  • Bandiera del re José I Bonaparte: è del 1810 questa bandiera quadrata di quasi un metro e mezzo di lato, del sesto reggimento della fanteria di Malaga. Non sarebbe così speciale se non fosse che il 26 novembre 1812 la Corte di Cadice ordinò che tutte le bandiere con insegne del re José I dovessero essere distrutte. Questa si salvò ed è probabilmente l’unica restante al mondo.
  • Aquila navale: quest’aquila di bronzo dell’Ottocento era posizionata sulla cima di uno stendardo della Marina Francese. È la copia di un’altra aquila, opera dello scultore di Napoleone. Pare che si tratti dell’unico esemplare conservato della Marina Imperiale di Napoleone.
  • Primo omaggio a Cristoforo Colombo: un enorme quadro di José Garnelo y Alda, pittore andaluso che studiò all’Accademia di Belle Arti di Roma. Vi è rappresentato l’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo e infatti l’autore presentò quest’opera all’Esposizione Internazionale di Madrid del 1892, per il quarto centenario della scoperta.
  • Tavolo di pietre dure: i tavoli di pietre dure erano molto popolari nelle corti europee dalla fine del Seicento. Non se ne conosce l’origine esatta, ma per la composizione è probabile che sia fiorentino e del XVII secolo. C’è però chi sostiene che sia stata realizzata nel Real Laboratorio de Piedras Duras del Buen Retiro de Madrid nel XVIII secolo, come gli otto tavoli simili a questo conservati nel museo del Prado.

Dove dormire

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Consigli su dove dormire al Retiro

Andrea Cuminatto

Andrea Cuminatto

Giornalista e viaggiatore. Parlo spagnolo, inglese e sto imparando il russo. Ho vissuto un periodo in Spagna (Madrid e Granada) e girato quasi tutta l'Europa zaino in spalla. Più che vedere i luoghi, amo conoscere chi li abita ne racconto qualcosa anche sul mio blog

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